Henry Dunant, Padre fondatore del Movimento di Croce Rossa

Henry Dunant Ideatore della Croce Rossa

La Croce Rossa affonda le proprie radici nel Risorgimento, e precisamente nella Battaglia di Solferino (1859), dopo la quale l’umanista, imprenditore e filantropo svizzero Henry Dunant raccolse le testimonianze dei soccorsi ai soldati feriti nel libro “Ricordo di Solferino”. Partì da quel campo di battaglia un moto umanitario, che spinse i governi a riunirsi nel 1863nella Conferenza internazionale di Ginevra, in cui si gettarono le basi per organizzare una grande associazione per soccorrere i malati e i feriti di guerra. Questa idea fu coronata dal successo con la Convenzione Internazionale di Ginevra del 22 Agosto 1864, cui aderirono gli Stati europei.

Il Comitato di Udine della Croce Rossa Italiana nasce ufficialmente il 24 febbraio 1887, grazie all’impegno del conte Antonio Di Prampero che con un appello pubblicato il 14 febbraio 1887 sul quotidiano “La Patria del Friuli” ottenne un così alto numero di adesioni da rendere il nascente sottocomitato di Udine il più importante dell’allora provincia del Friuli. Già nel 1909 il Comitato CRI di Udine istituisce una Scuola per Infermiere Volontarie a cui si iscrivono numerose donne friulane decise a diventare crocerossine. Allo scoppio della prima guerra mondiale la CRI di Udine è pronta. Questo grazie anche alla partecipazione a esercitazioni militari come le “grandi manovre alpine” che si tennero nel 1904 sui monti della Carnia e che balzarono agli onori della cronaca. Durante il conflitto l’impegno delle crocerossine fu straordinario. Insieme alle Infermiere Volontarie impegnate negli ospedali e nei vari fronti, ci furono anche numerose donne che in ogni modo offrirono volontariamente il loro prezioso contributo. In appoggio alla Croce Rossa Italiana arrivarono anche la Croce Rossa Britannica e la Croce Rossa Americana.

Margherita Kaiser Parodi Orlando

Appena diciottenne, Margherita Kaiser Parodi Orlando, romana di origini livornesi, si arruolò volontaria, venendo assegnata come prima destinazione all’Ospedale da Guerra n° 10 della  Croce Rossa di Cividale del Friuli. Prestò servizio in diversi ospedali da campo fino a quando, nel 1918, venne colpita dalla febbre spagnola, spegnendosi a Trieste. Decorata con la Medaglia di bronzo al Valore Militare, oggi riposa, unica donna, nel Sacrario Militare di Redipuglia, ove sulla croce è inciso un distico: “A noi, tra bende, fosti di Carità l’Ancella. Morte fra noi ti colse. Resta con noi Sorella”. Negli anni ’20 la CRI di Udine è impegnata nella lotta alla tubercolosi e alla malaria così come nella protezione dell’infanzia e nei servizi di prima assistenza. Dal 1923 il Comitato di Udine gestisce anche una colonia elioterapica. Continuano i corsi per Infermiere Volontarie e continua la diffusione igienico-sanitaria tra la popolazione. In questi anni il Comitato attraversa una precaria situazione economica. Una relazione datata 1927 dell’allora presidente Elio Morpurgo denuncia una diminuzione del numero dei soci e una scarsa efficacia della propaganda. A cavallo degli anni ’30 il Sig. Bourcard, Presidente del sottocomitato di Tarvisio, organizza il gran ballo della Croce Rossa nei saloni dell’albergo Italia. Negli stessi anni è molto attiva anche la Delegazione di Cividale del Friuli, istituita ufficialmente nel 1921. Nel giugno del 1931 il “Giornale del Friuli” riporta la cronaca della  giornata della Croce Rossa voluta dal Comitato Centrale e celebrata a Udine così come in tutto il resto del territorio nazionale. Nel 1940, il secondo conflitto mondiale vide ancora impiegate, e questa volta anche oltre confine, le crocerossine del Comitato di Udine. Una in particolare, Cecilia Deganutti, si offrì di curare i partigiani feriti ospitati in città presso famiglie fidate. Tradita, fu arrestata nel 1945. Venne uccisa a meno di un mese dalla fine della guerra. Le furono conferite la medaglia d’oro con palma dal Comitato Centrale della CRI e la medaglia d’oro al Valor Militare dal Capo dello Stato. Nel 1951 l’alluvione del Polesine provocò numerose vittime e migliaia di profughi. Il Comitato di Udine si mobilita immediatamente. La sede di Largo Ospedale Vecchio si riempie in brevissimo tempo di suppellettili, medicinali e viveri. Le signore del Comitato Femminile confezionano e smistano pacchi mentre le Infermiere Volontarie vengono inviate nella zona del disastro. Nel 1965 straripa il fiume Tagliamento inondando la bassa friulana. Tra le quindici e le ventimila persone sono isolate in attesa di soccorso. La CRI di Udine accorre appena scatta l’allarme a Latisana. Viene predisposto un posto di Pronto Soccorso a Latisanotta. Oltre all’assistenza sanitaria, la popolazione viene aiutata con l’apporto di acqua, viveri, medicinali, indumenti e coperte. L’anno successivo l’emergenza si ripresenterà con maggior drammaticità e di nuovo la Croce Rossa sarà punto di riferimento per la gente delle zone colpite. Nel 1968 viene affidato alla Croce Rossa di Udine il servizio ambulanze. Viene così risolto il problema rappresentato dalla precedente ripartizione di tale essenziale servizio tra Comune, privati e Vigili del fuoco.

Soccorsi durate il sisma del 1976

6 maggio 1976. Nelle ore successive alle scosse catastrofiche il Comitato di Udine cerca di organizzare i soccorsi. Personale volontario e dipendente si presenta spontaneamente all’autoparco di via Forni di Sotto, centro operativo durante l’emergenza del terremoto. Da subito le ambulanze disponibili raggiungono i paesi da cui giungono le prime richieste di soccorso. I mezzi faranno la spola tra le macerie e gli ospedali della regione. Alle prime luci dell’alba successiva arrivano ambulanze dai Comitati di Trieste, Treviso e Verona. La prima autocolonna del Corpo Militare CRI porta cucine da campo, tende, viveri, generi di prima necessità e medicinali. Quintali di medicinali, viveri e vestiario che arriveranno a breve da tutto il mondo saranno smistati dal Comitato Femminile potendo così raggiungere anche le più piccole e sperdute località di montagna. A Gemona viene organizzata una tendopoli con 600 tende. Un’ altra tendopoli viene allestita a Trasaghis. Roulottes di primo soccorso vengono posizionate in 22 campi. Un ospedale da campo messo a disposizione dalla Germania Federale viene gestito sempre dalla Croce Rossa. Le attività di soccorso continueranno a lungo con un ingente impiego di personale e mezzi riuscendo a realizzare un’assistenza capillare in ogni zona colpita.

A seguito del terremoto, nel 1977 anche a Udine viene istituito il Corpo dei Volontari del Soccorso. E già nel 1980 saranno inviati numerosi VdS in aiuto ai terremotati dell’Irpinia. Per mantenere e migliorare la capacità di intervento nei momenti di bisogno, i Volontari del Soccorso del Comitato di Udine hanno organizzato negli anni numerose simulazioni di calamità che possono interessare la nostra regione, come alluvioni e terremoti. Giungendo fino ai giorni nostri, con il Decreto Legislativo n° 178 del 28 settembre 2012 il Comitato intraprende la strada che ha portato, con anche l’emanazione del nuovo Regolamento dei Volontari, alla nuova Croce Rossa privatizzata, che raccogliendo l’eredità del suo passato si rivolge con dinamismo e slancio al futuro, per perseguire con sempre maggior efficacia i propri principi, Umanità in primis, con l’opera dei Volontari e delle componenti ausiliarie delle Forze Armate, Corpo Militare ed Infermiere Volontarie.

Croce Rossa Italiana – Comitato di Udine nasce dalla trasformazione del preesistente ufficio periferico autonomo dell’ente pubblico Croce Rossa Italiana, denominato Comitato e istituito ai sensi del DPM 97/2005, che in forza dell’art. 1 bis del D.lgs. 178/2012 e s.m.i. ha acquisito personalità giuridica di diritto privato a decorrere dal 1 gennaio 2014. Il medesimo articolo 1 bis, inoltre, prevede che i Comitati CRI privatizzati siano iscritti di diritto nei registri provinciali e regionali delle Associazioni di Promozione Sociale – APS, disciplinata dalla Legge n° 383/2000. Con Decreto Ministeriale del 14 aprile 2014 (pubblicato sulla GURI del 13 giugno 2014), sono state stabilite, tra l’altro, le modalità di passaggio delle funzioni dall’ente pubblico Croce Rossa a ciascun Comitato CRI trasformato in associazione, come il Comitato di Udine. In esecuzione del Decreto citato, in data 10 settembre 2014 il Presidente Nazionale ha adottato lo Statuto tipo dei Comitati privatizzati (Ordinanza del Presidente n. 249 del 10 settembre 2014); conseguentemente, in data 18 ottobre 2014 è stato adottato con atto pubblico notarile, a Vicenza, lo Statuto dell’Associazione della Croce Rossa Italiana – Comitato Provinciale di Udine, conforme allo Statuto tipo nazionale. Il data 11 febbraio 2016 infine il Presidente Nazionale, nel prendere atto delle decisioni dell’Assemblea Nazionale del 30 gennaio 2016 riguardanti la natura ordinamentale dei Comitati ex-Provinciali, derivanti dall’entrata in vigore del nuovo Statuto dell’Associazione Nazionale, ha emanato lo schema di Statuto-tipo per i Comitati della Croce Rossa Italiana, che il Comitato di Udine ha adottato con atto pubblico notarile il 25 febbraio 2016. Il Comitato di Udine, con personalità giuridica di diritto privato, è quindi una Associazione di Promozione Sociale ed ONLUS parziale, in quanto lo Statuto è conforme alle previsioni di legge necessarie per il riconoscimento delle attività assistenziali da parte del Ministero dell’Interno.

Questa particolarità deriva dalle molteplici attività e finalità del Comitato, che contemperano l’intervento nell’ambito sociale ed assistenziale con le attività di protezione civile ed anche i servizi svolti dalle componenti ausiliarie delle Forze Armate sotto l’egida del Ministero della Difesa.