Il Gazzettino del 31 gennaio ha dedicato un ampio spazio alle attività svolte dalle nostre Unità di Strada che, ogni sera, offrono sostegno alle persone senza dimora.

Di seguito il testo dell’articolo firmato da Camilla De Mori.

Quasi settecento contatti in meno di due mesi. I volontari della Croce rossa, nelle fredde notti udinesi di dicembre e gennaio, durante le loro uscite in strada, hanno incrociato tante esistenze complicate. Vite ai margini di chi non ha un tetto perché per scelta rifiuta il “sistema” o di chi si trova per strada per necessità e bisogno.

I NUMERI

Dall’inizio delle uscite dell’unità di strada, il 4 dicembre 2017, al 25 gennaio scorso, i volontari della Cri, quattro per ogni turno, hanno avuto nel complesso 669 contatti, che si traduce in una media di tredici senzatetto incontrati a notte. In totale, sono stati impegnati 87 operatori, per un totale di 153 ore di lavoro, una media di tre ore a notte (il servizio si svolge dalle 22 all’una, sette giorni su sette) e la bellezza di 1.172 chilometri percorsi (in media, 23 per ogni uscita). Alle persone senza fissa dimora hanno distribuito 72 coperte e 69 fra giacche e maglioni, ma hanno offerto anche 604 tazze di the e caffè e 500 prodotti alimentari. In questo periodo, secondo i numeri snocciolati dal vicepresidente della Croce rossa di Udine Andrea Spinato, 26 persone senza fissa dimora sono state accompagnate in dormitorio e tre ai servizi sociali, mentre altre due sono state portate al Centro di salute mentale o al Sert, il servizio che si occupa di uomini e donne con dipendenze.

IN CALO

Fortunatamente, dall’inizio delle uscite notturne ad oggi, come rileva Spinato, le persone incontrate per strada sono diminuite. «All’inizio, ne vedevamo anche una quarantina. Adesso, si parla di 12-14 senza-tetto. Gli stranieri sono pochi. Per la maggior parte si tratta di italiani già seguiti dai Servizi sociali, che rifiutano l’inserimento in una struttura. Il lavoro è lungo e complesso per arrivare ad un coinvolgimento e ad un’integrazione, anche se queste persone nella divisa della Croce rossa vedono ancora la speranza e, fortunatamente, si fidano di quello che viene detto dai nostri volontari». Il fatto che i numeri siano scesi si deve – chiarisce ancora Spinato – all’apertura del secondo dormitorio con 40 posti attivato dalla Caritas in collaborazione con il Comune in via Rivis per l’emergenza freddo, che si affianca al Fogolar, attivo tutto l’anno in via Pracchiuso.